Come avere una bocca sana

Alito cattivo, afte, gengive sensibili, carie: i disturbi della bocca sono molteplici, ma per ognuno di essi la medicina naturale ti offre soluzioni efficaci che contribuiscono alla prevenzione e al mantenimento di una buona salute orale.
Una buona salute orale dipende soprattutto dall’igiene e da un’alimentazione sana, volti a prevenire la presenza di infezioni nella bocca. E’ stato provato, inoltre, che le infezioni parodontali possono influire sulla salute del cuore.
Piante efficaci
Salvia, liquerizia, calendula, iperico e timo sono tutte piante che aiutano a eliminare le infezioni responsabili della carie e delle placca batterica. Fai bollire per cinque minuti circa un bicchiere d’acqua minerale con un cucchiaio di miscela di queste piante in parti uguali. Lascia riposare il tutto coperto per dieci ,minuti, cola, aggiungi il succo di mezzo limone e fai degli sciacqui da una a tre volte al giorno.
Estratto di semi di pompelmo. Ha proprietà battericide e fungicide.  Fai degli sciacqui con mezzo bicchiere d’acqua e quindici gocce di estratto da una a tre volte al giorno, per prevenire carie e placca.

Curare le gengive
Lisina. E’ un aminoacido essenziale per mantenere in salute il collagene delle gengive, riducendo in questo modo le infezioni delle gengive da parte dei batteri. Non solo, aiuta anche a prevenire le infezioni virali.
Coenzima Q10. E’ una sostanza che l’organismo produce naturalmente e che agisce come una vitamina, dando vitalità ai tessuti in generale e in particolare alle gengive. Chi ha problemi gengivali spesso ha una carenza di questo coenzima.
Vitamina C con biaflavonoidi. Il loro effetto benefico sulle gengive migliora la salute della bocca. La vitamina C, infatti, partecipa alla produzione di collagene, componente fondamentale di questa parte, e aumenta la resistenza alle infezioni.

Combattere le afte
Ferro e complesso B (B6, B8 e B12). In caso di anemia per mancanza di ferro e vitamine del gruppo B, non si è solo più deboli, ma anche più soggetti a queste fastidiose lesioni a livello della bocca. Per evitarle, è bene integrare queste sostanze assumendo cibi ricchi di ferro e vitamine del complesso B.
Sangue di drago. E’ un potente cicatrizzante di afte, ulcere e ferite, con proprietà antisettiche nei confronti di numerosi agenti patogeni. Si applica direttamente sulle afte.
Probiotici. Migliorano le difese dell’organismo dopo aver avuto un’infezione o aver preso un antibiotico e, quindi, aiutano a evitare le afte.


A ogni modo, per avere una bocca sana bisogna seguire queste regole.
Bere acqua ricca di fluoro e usare un dentifricio a base di fluoro. La prevenzione data dal fluoro contro la carie funziona a qualunque età.
Evitare il consumo di tabacco. Oltre  a tutti i rischi per la salute, i consumatori di tabaccano rischiano finoa sette volte di più lo sviluppo di disturbi a carico delle gengive rispetto ai non fumatori. I fumatori hanno un rischio più alto di sviluppare le infezioni fungine del cavo orale.
Mangiare correttamente. Sia i bambini che gli adulti dovrebbero evitare di mangiare molti zuccheri e carboidrati, contenuti soprattutto in dolci e snack. Mangiare frutta e verdura durante la giornata stimola la salivazione che a sua volta favorisce la rimineralizzazione dei denti.

Come allungare la vita dei propri denti

Esistono gesti semplici che non richiedono un grande sforzo e che migliorano efficacemente la salute della tua bocca. Prendi nota, perché questi piccoli dettagli di sicuro eviteranno che in futuro tu debba ricorrere a cure odontoiatriche.
Non mangiarti le unghie
Sotto di esse si nascondono i batteri e, quando si ha la cattiva abitudine di mangiarsi le unghie, questi possono trasferirsi sui denti e provocare carie. Inoltre incidendo l’unghia lo smalto dei denti può danneggiarsi.

Lo spazzolamento deve essere morbido
Spazzolarsi con troppa forza può danneggiare gengive e smalto dentale. Secondo le indicazioni degli esperti, il lavaggio con spazzolini duri o con setole danneggiate cause danni alle gengive. L’ideale è eseguire una pulizia lieve ma intensa, con uno spazzolino con setole di durezza media.

Evita gli alimenti dolci appiccicosi
I batteri proliferano quando i denti sono a contatto con lo zucchero che serve loro da alimento. I cibi dolci e appiccicosi, come gelatine, caramelle, chewing gum, sono i più dannosi perché aderiscono alla superficie del dente e poi vi rimangono per molto tempo.


Attenzione ai farmaci
Alcune categorie di medicinali anche di uso molto comune, come antipertesivi, antiepilettici e immunodepressivi possono provocare alterazioni gengivali. Altri farmaci (soprattutto antidepressivi e diuretici) riducono la quantità di saliva, favorendo la carie.

Autoesplora i tuoi denti, per scoprire segni di malattie orali. Con l’aiuto di uno specchietto osserva attentamente le pareti interne della bocca e controlla la parte posteriore dei denti, la lingua e il palato.
Non lavarti i denti appena finito di mangiare, soprattutto se hai consumato alimenti acidi. Aspetta 15 minuti, che è il tempo in cui l’acido viene eliminato dalla saliva. Così eviterai di danneggiare lo smalto.
Masticare chewingum senza zucchero, stimola la secrezione di saliva (ricca di componenti antibatterici) e ha un effetto pulente sulla superficie dei denti. I chewingum dolcificati con xilitolo aiutano a ridurre la presenza di batteri in bocca. Ma non eccedere.

Collutorio, solo se necessario
Alcuni hanno un elevato contenuto di alcol e seccano la bocca; altri contengono clorezidina, che può macchiare i denti. Usalo solo se te lo prescrive il dentista. Per una pulizia più approfondita puoi ricorrere a prodotti antibatterici che aiutano a eliminare il tartaro.

Frattura degli incisivi

La frattura degli incisivi in età infantile e adolescenziale è un evento che si verifica con una certa frequenza a causa della maggiore esposizione di questi denti ai traumi diretti.

In primo luogo va verificato che non ci sia una perdita del rapporto del dente col suo alveolo (lussazione); secondariamente, va indagata l’integrità della radice e delle pareti dell’osso alveolare: è, in genere, consigliata una radiografia. Infine, va posta attenzione alla salute della polpa del dente: qualora il distacco del frammento abbia causato l’esposizione di tale tessuto, si dovrà procedere alla sua rimozione mediante una devitalizzazione. In caso contrario, va comunque monitorato nel tempo: può succedere che si verifiche comunque la necrosi della polpa a seguito del trauma subito. In genere, un test di vitalità col freddo ed eventualmente una seconda radiografia a distanza di due/tre mesi, sono sufficienti: spesso si assiste in questi casi a un cambiamento di colore del dente che appare, dunque, più scuro rispetto a quelli vicini.


Per quanto riguarda la riabilitazione definitiva, spesso non è necessario ricorrere all’impiantologia: ciò avviene solo se la radice ha riportato una frattura o se nel tempo essa si riassorbe (rizalisi).
Tuttavia, le moderne tecniche di ricostruzione estetica mediante l’utilizzo di faccette di ceramica sono generalmente in grado di riportare i denti fratturati a un aspetto e resistenza ottimale.

Macchie sui denti: consigli pratici

Per avere denti bianchi e smaglianti basterebbero pochi accorgimenti quotidiani. Ma quando il guaio è fatto, si può ancora intervenire . 
Le macchie dei denti non si fermano dall’oggi al domani: di solito sono il risultato di anni di esposizione a molteplici fattori scatenanti. La soluzione più semplice è quella di lavarsi i denti subito dopo mangiato, o almeno tre volte al giorno per almeno due minuti, e usare abitualmente anche filo interdentale e colluttorio. Controlli regolari dal dentista, oltre a una pulizia dentale da effettuare almeno due volte l’anno, completano la prevenzione.
Le cause delle macchie
Il colore dei denti non è uno standard assoluto: la genetica, infatti, gioca un ruolo importante sia per quanto riguarda il biancore dei denti sia per le altre evetnuali patologie. Anche l’età è un fattore che influenza la colorazione dei denti: lo strato dello smalto si assottiglia gradualmente, rilevando il colore naturale della dentina. In generale però, bisogna fare attenzione ad alimenti molto pigmentanti (ciliegie, mirtilli, curry, salsa di soia) e ad alcune bevande comuni come tè, caffè, vino rosso e liquidi molto caldi e molto freddi, che influiscono sulla struttura del dente provocando delle alterazioni cromatiche visibili. 
Oltre a questo, ci sono dei medicinali a cui bisogna prestare attenzione: antibiotici contenenti tetracicline e minociclina, alcuni tipi di antistaminici e colluttori, in cui la concentrazione di clorexidina (sostanza antibatterica) se troppo alta può decolorare i denti. Anche il tabacco incide sulla colorazione del dente e favorisce l’insorgenza di uno spesso strato di macchie.

Consigli pratici anti-macchia
Un buon bicchiere d’acqua subito dopo aver bevuto caffè, tè o qualsiasi altra bevanda aromatizzata rallenta la formazione delle macchie (anche se, come detto, l’ideale sarebbe lavarsi i denti subito dopo). Le gomme da masticare non ottengono lo stesso effetto. 
Può risultare un’abitudine vincente anche mangiare cibi croccanti come mele, carote, pere e sedano, che si scompongono in parti piccole e sfregano contro i denti che si incastrano tra i denti. 
Per ottenere uno sbiancamento naturale senza ricorrere a sostanze chimiche, un metodo efficace è utilizzare il bicarbonato di sodio, sostanza che non compromette l’integrità dello smalto ma, al contrario, lo rinforza. Basta immergere lo spazzolino in acqua e bicarbonato di sodio e poi utilizzarlo per lavarsi i denti. In questo modo le particelle più piccole strofineranno delicatamente sulle macchie e il dentifricio, usato successivamente, farà il resto. A proposito, è importante leggerne sempre il contenuto: molti dentifrici infatti, contengono il saccarosio, un tipo di zucchero che anziché risolvere il problema, ne crea di maggiori.

Se le macchie sono già presenti
In questo caso è il momento di chiedere consiglio al vostro dentista che, a seconda dello stadio di sviluppo del problema, vi potrà dare il giusto suggerimento. Le macchie rilevate in una fase iniziale sono abbastanza facili da eliminare attraverso sbiancamento o micro abrasioni. Se la macchia è troppo profonda non è più possibile rimuoverla, l’opzione risolutiva è la copertura del dente con una faccetta o una corona.


Tipo di macchia
Macchie gialle: sono generalmente causate dall’accumulo di placca e dall’assunzione di bevande a base di teina e caffeina.
Macchie marroni: di solito sono dovute alla perdita di fluoro o all’uso di dentifrici non appropriati.
Macchie nere e grigio/nere: compaiono assieme all’assunzione di compresse di ferro oppure a causa dell’azione del solfuro d’argento contenuto nell’amalgame delle otturazioni.

Apparecchi invisibili per adulti

Oggi, se abbiamo i denti storti e non li abbiamo “allineati” da bambini, possiamo raddrizzarli con appositi apparecchi invisibili.
I denti infatti si muovono a qualunque età pertanto si possono raddrizzare portando l’apparecchio anche a 40 o 50 anni.
Il risultato dipende dalla buona salute della bocca: nell’adulto, a differenza dei bambini, non si può intervenire sulle basi ossee e quindi non è possibile correggere problemi scheletrici a carico del mascellare superiore o della mandibola. Ma se l’osso è sano e non ci sono patologie delle gengive non esistono grosse limitazioni. E alla fine del percorso, dopo aver portato l’apparecchietto per un periodo variabile fra i nove mesi e i due anni, il sorriso può diventare simile a quello sfoggiato dalle star.
L’ambizione di aver una dentature regolare può essere dettata solo dall’estetica. Ma a volte è anche una questione di salute. Il modo in  cui le arcate dentali entrano in contatto tra loro può provocare disturbi all’articolazione della mandibola, quali dolore alla masticazione o all’apertura della bocca, mal di testa, dolore ai muscoli del viso, blocco della mandibola. Inoltre, a volte si rende necessario riallineare i denti prima di applicare un impianto o una protesi.

Allineatori in resina trasparente
Ideati negli Stati Uniti una ventina d’anni fa, gli allineatori rimovibili, detti comunemente mascherine, sono apparecchi etti in resina trasparente realizzati su misura dal dentista.
Di facile utilizzo, vanno applicati con una leggera pressione sulle arcate dentali, si portano tutto il giorno e si tolgono solo per mangiare e per l’igiene orale.

Per chi vanno bene. L’impiego delle mascherine è indicato nel caso di denti storti (disalineamenti), sovrapposti, troppo distanziati (diastemi) oppure di mal occlusioni, cioè problemi di contatto tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore. Gli allineatori rimovibili non sono però efficaci nel caso di difetti rilevanti, su giudizio dell’odontoiatra, e in questi casi non resta che ricorrere agli apparecchi tradizionali, purtroppo visibili.
Durata. In un paio di settimane una mascherina è in grado di indurre uno spostamento dei denti di circa un quarto di millimetro: dopo va sostituita. Ogni mese serve un controllo dal dentista, che fornisce al paziente un paio di allineatori per volta. Considerato che la durata del trattamento varia da nove a 25 mesi, serviranno in tutto da 18 a 50 apparecchietti, a seconda del tipo di problema da risolvere. A fine trattamento per stabilizzare i risultati ottenuti, occorre portare per circa sei mesi un apparecchio di contenzione. Il dentista stabilirà se si potrà usare un dispositivo rimovibile, simile alla mascherina ma in materiale più rigido, o uno fisso, incollato sulla superficie palatale o linguale del dente.
La pulizia. Per la pulizia quotidiana il modo migliore è usare spazzolino, acqua tiepida, dentifricio o sapone neutro, con l’avvertenza  di risciacquare bene. Occasionalmente si può utilizzare una pastiglia effervescente per protesi dentarie che elimina anche gli eventuali odori.
Avvertenze. L’efficacia del trattamento può essere vanificata se non si portano gli allineatori con costanza, dimenticandosi per esempio di rimetterli dopo mangiato. Importante è astenersi dalle sigarette, perché il fumo potrebbe creare aloni e quindi rendere visibili le mascherine, e dai chewing gum, perché la gomma rischia di rimanere attaccata.

Costi. Il costo del trattamento varia dai 3.000 ai 5.000  euro, a seconda della durata. A questa cifra va aggiunto il prezzo dell’apparecchio di contenzione, che va dai 500 ai 1.000 euro.

Carie: prevenzione e cura

La cura dell’igiene orale e l’attenzione alla propria alimentazione , sono due “must”: imprescindibili per la salute della bocca. Non dimentichiamola mai.
Pranzi e cene fuori casa, la consuetudine di avere sempre qualcosa sotto i denti da sgranocchiare, le sregolatezze alimentari e gli eccessi di zuccheri si possono rivelare deleterie per l’igiene orale, esponendoci a un maggior rischio di carie. Il tutto agevolato dall’ambiente acido che si viene a creare nella bocca. Un eccessivo consumo di dolci e l’abitudine a frequenti spuntini , mantengono il Ph della bocca costantemente acido, causando quindi una continua demineralizzazione.
Per prevenire la carie dobbiamo controllare quindi prima di tutto l’alimentazione, limitando il più possibile l’assunzione di cibi e bevande acidi o ricchi di zucchero preferendo invece alimenti con molte fibre.
Altrettanto importante è l’igiene orale quotidiana che deve essere eseguita dopo ogni pasto e con il filo interdentale una volta al giorno.


Come accorgersi della carie
Non sempre le carie sono dolorose e questo non è un vantaggio perché molte volte il paziente si presenta nello studio dentistico quando il processo ha raggiunto dimensioni importanti. Come possiamo fare allora per accorgerci precocemente di una carie? E’ certamente importante osservare con attenzione i propri denti e fare visite regolari di controllo. E’ importante intervenire tempestivamente perché l’estensione del processo carioso negli strati più profondi del dente può portare al danneggiamento irreversibile della polpa dentaria, cioè della parte viva del dente, causandone così l’infiammazione acuta (pulpite) che è molto dolorosa. Ad essa segue la necrosi della polpa ed infine si ha un vero e proprio ascesso, una infezione cioè che si estende all’osso, oltre il dente.


Cura
La tecnica per curare la carie si basa sulla rimozione del tessuto cariato, demineralizzato e intriso di tossine batteriche,  e la sua sostituzione con ricostruzione in composito o in amalgama, o intarsi in ceramica o in composito. 
L’amalgama è ormai poco usata a causa della potenziale tossicità del mercurio che contiene e delle sue scarse proprietà estetiche. Molto diffuso è invece l’uso del composito, esteticamente meno evidente perché di un colore molto simile a quello dei nostri denti.


L’ultima frontiera della ricerca scientifica sarà riuscire ad ottenere un efficace vaccino anticarie.

Parodontite: le cause

Quella che un tempo si chiamava piorrea o gengivite espulsiva e che oggi viene definita parodontite è una delle malattie più diffuse al mondo
Ne soffre, infatti, in varie forme, il 47% della popolazione sopra i 35 anni. Talvolta si manifesta in maniera lieve, mentre altre volte causa sintomi marcati e fastidiosi. In tutti i casi, comunque, non va trascurata. Infatti, se non trattata in modo adeguato, non solo mette a rischio la salute della bocca, ma può avere conseguenze su tutto l’organismo.



Ma che cosa si intende per parodontite?
Si tratta di una infezione della bocca che, se non diagnosticata e affrontata correttamente può portare alla perdita dei denti.
La maggior parte delle persone crede che i denti cadano a causa dell’invecchiamento. In realtà non è affatto così. La colpa molto spesso è proprio della parodontite. Inizialmente la malattia riguarda solo la gengiva, ma con il tempo, nelle persone predisposte, si estende alle altre strutture del parondoto, arrivando fino all’osso in cui alloggiano i denti. 
All’origine della parodontite c’è sempre una cattiva igiene orale. Se i denti non vengono puliti nel modo corretto, infatti, accumulano placca batterica, una biopellicola molle e appiccicosa di colore bianco-giallastro, formata da residui alimentari e da batteri molto attaccati fra loro e alle superfici dentali.  Se la placca non viene eliminata costantemente calcifica e diventa tartaro, un materiale molto duro che non si riesce a rimuovere con il semplice spazzolamento. Il tartaro crea sui denti una superficie ruvida e rugosa sulla quale si continua a stratificare, con grande facilità, altro sporco.
L’accumulo di placca e tartaro, però, non è sufficiente perché subentri la parodontite. Solo nelle persone predisposte, infatti, lo sviluppo dei batteri che la provocano porta all’infezione del parodonto. I più vulnerabili sono  quelli con una tendenza famigliare all’iperinfiammazione, quindi  con altri parenti che soffrono di parodontite.
Sono considerati a rischio anche gli individui che presentano malattie acquisite, in primis il diabete, e che usano per lungo tempo farmaci che possono agire negativamente sulla salute della bocca. Ci sono poi alcuni elementi che giocano un ruolo negativo, come il fumo che ostacola anche la  guarigione, e lo stress, che rende più vulnerabili aggressione da parte dei microorganismi patogeni e che può causare l’indebolimento delle strutture di sostegno dei denti. Infine, a favorire la malattia, possono essere gli squilibri ormonali (come quelli tipici della gravidanza e della menopausa) che contribuiscono a destabilizzare l’assetto generale dell’organismo.